Storia, curiosità e segreti dello Spritz

Storia, curiosità e segreti dello Spritz

L’origine dello spritz come aperitivo non è certa, ma sembra che derivi dall’usanza dei militari austriaci (di stanza in Veneto ed in Friuli durante la dominazione asburgica a cavallo tra il ‘700 e l‘800 ) di allungare il vino veneto con l’acqua per abbassare il tenore alcolico. I vini veneti, troppo alcolici per i palati austriaci abituati a vini più leggeri, venivano allungati con acqua frizzante o selz. Il termine “spritz” si pensa infatti che derivi dal verbo austriaco “spritzen” che significa infatti “spruzzare”, quasi a mimare il gesto del versare acqua frizzante.
Lo spritz come cockatil (come lo conosciamo noi oggi) nasce invece intorno al 1920 – 1930 in Veneto nell’area compresa tra Padova e Venezia, unendo al vino ed all’acqua frizzante l’Aperol che fu presentato proprio alla fiera di Padova proprio nel 1919. Diventa sempre più famoso ed acquista grande popolarità, in particolare nel Nord Italia, a partire dagli anni ’70 per poi raggiungere una fama europea a partire dal 2008 tanto da venire inserito negli elenchi dell’IBA (International Bartenders Association).

La ricetta originale consiste nell’utilizzo di vino bianco o Prosecco (in particolare a Treviso e Padova), aggiunta di Aperol (esistono varianti anche col Campari), acqua o seltz, tre cubetti di ghiaccio con una fettina d’arancia. Ogni barista ha una sua ricetta che conserva gelosamente per realizzare uno Spritz unico. Lo si prepara solitamente in un calice con aggiunta di decorazioni che lo rendono sempre più elegante e raffinato. Pronto così ad accompagnare i classici stuzzichini o i più elaborati finger food degli apericena.

Il segreto della buona riuscita di questo aperitivo è la qualità della sua base alcolica, ossia la scelta di un buon vino bianco o Prosecco. Nel Friuli è solitamente preparato col Friulano, nel Veneto col Prosecco e nella zona del bresciano lo Spritz nasce con il Franciacorta Brut: ognuno tende a personalizzarlo e renderlo tipico.



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